[Su "L'onorevole", testo teatrale] Questo racconto, scritto nell' estate del 1965, è generalmente considerato come una «storia di mafia» - la mia seconda «storia di mafia» dopo Il giorno della civetta. Ma io credo che leggendolo (o rileggendolo) oggi, dopo dieci anni, le intenzioni con cui l' ho scritto appariranno chiaramente diverse. Non la mafia siciliana mi interessava in quel momento, ma l' altra: nazionale, italiana - la mafia del potere in Italia. Che il racconto si svolgesse in Sicilia non voleva dire che quella situazione, che quei problemi, fossero soltanto siciliani. L' Italia si era ormai sicilianizzata. E il racconto, in definitiva, era un «essemplo», una parabola, un apologo della sicilianizzazione dell' Italia. Paradossalmente, il compiersi del processo di sicilianizzazione veniva a coincidere con un fatto storico che in altri paesi avrebbe segnato un ben diverso mutamento: il «centro-sinistra», l' entrata dei socialisti - dopo settanta anni di opposizione - nel governo. Come diceva il principe di Lampedusa: «bisogna che tutto cambi, perché nulla cambi». E nulla è cambiato - se non in peggio.

29

Autori più citati

27

Le migliori citazioni

Autori più amati

27