Piero sceglie il suicidio «per disdegnoso gusto»: stupenda espressione con cui Dante indica quel compiacimento di noi stessi, che tutti abbiamo sentito quando ci è stato inflitto un danno immeritato; quel misto di masochismo e di disprezzo per gli altri, per la sorte e talora per la vita stessa; quel sentimento che ha radici nella superbia e nei casi più estremi può indurre a togliersi la vita. Come per punire chi rimane, come per dimostrare la propria superiorità sul destino e su chi si è comportato con malvagità. Ma in questo modo si commette un errore e nello stesso tempo un crimine: il mio animo, dice Pier delle Vigne, «ingiusto fece me contra me giusto»; mi rese ingiusto nei confronti di me stesso, che pure ero giusto.

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